4 Novembre 2016: 50 anni dall’alluvione

Lo scorso 18 ottobre si è svolta a Firenze la manifestazione per il 50° anniversario dell’alluvione, verificatasi il 4 novembre 1966. La ricorrenza ha visto la partecipazione delle sezioni dell’Associazione Nazionale Vigili Volontari del Fuoco, del personale VVF in servizio, dei Volontari VVF e di un pubblico numeroso, venuto per ricordare il dramma di una città, ma soprattutto per dire «Grazie» ai pompieri per l’aiuto dato allora e per il soccorso che prestano ogni giorno.
Dopo un primo momento in memoria dei caduti, ha avuto luogo, nella piazza del Duomo, la benedizione degli elmi da parte del Cardinale Vicario di Firenze. Da qui è partito il corteggio che si è diretto verso Piazza della Signoria. Giunti a Palazzo Vecchio, circondati da due ali di folla plaudente, la banda dei Vigili del Fuoco ed i labari delle sezioni partecipanti (convenute in maggioranza dalla Toscana, ma anche da tutte le regioni confinanti che portarono aiuto in quei terribili giorni del ‘66) hanno presenziato all’innalzamento del Tricolore sul Palazzo della Signoria, ad opera del Nucleo SAF del VVF, accompagnati dalle note dell’Inno nazionale.
In quel triste 4 novembre l’acqua, dopo giorni di abbondanti piogge, uscì dagli argini dei fiumi e, con il fango, inondò gran parte della Toscana. Firenze diventò il simbolo di questa tragedia: la Culla del Rinascimento con i suoi abitanti, le opere d’arte e gli archivi era invasa dall’acqua, mancavano luce ed acqua potabile, difficili le comunicazioni. Firenze era isolata.
I primi soccorsi, in attesa degli aiuti da Roma, furono quelli dei Vigili del Fuoco, molti dei quali oggi fanno parte dell’ANVVF: durante l’inondazione si mossero tempestivamente per soccorrere gli abitanti in difficoltà, poi in un secondo momento per ripulire dal fango.
Ancora oggi, Gino Cacace, Vigile del Fuoco a Firenze, ha ricordato, di fronte alle telecamere Rai de ‘La storia siamo noi’ il salvataggio di un bambino, riportato tra le braccia dei genitori: su un gommone, spinto contro corrente con la sola forza delle braccia, molte ore di fatica per poche centinaia di metri. Finita la piena, grande fu la solidarietà (si pensi non solo ai così detti Angeli del Fango, ma anche alla solidarietà interna alla comunità fiorentina), di fronte all’enorme lavoro di ripristino della città.
Ieri come oggi, i Vigili del Fuoco sono, con il loro sacrificio e passione, il simbolo di un’Italia che reagisce con solidarietà e coraggio, di un’Italia che si rialza.

Gabriele Fatai

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