IL MIO 21 MARZO

Mi addormento la notte del 20 marzo pensando che il giorno seguente avrei partecipato alla mia sesta marcia di Libera. Ripenso alla prima e sorrido. Era a Milano nel lontano 2010. Io e una mia compagna di classe decidemmo di andare, accompagnate da una professoressa dell’istituto Vasari. Ricordo il fiume di persone, ricordo un grande palco davanti al Duomo. C’erano tanti ragazzi e tanti colori. Io ancora un po’ incredula, pensai che fossimo tanti in quella piazza e sentii dentro al mio stomaco una strana sensazione di euforia e gioia. Da quel giorno, per me, è diventato un appuntamento fisso. Successivamente è arrivata la bellezza della marcia di Firenze, nonché la mia preferita. Poi la grigia Latina e l’ accogliente Bologna. La giornata è diventata Regionale e ogni anno viene nominata una città per ogni regione, per dare la possibilità a tutte le persone di averla vicina a loro e di potervi partecipare. Quest’anno eravamo a Prato: noi del “Presidio G. Spampinato” siamo partiti la mattina e abbiamo preso parte alla marcia. Io mi guardavo intorno e vedevo questi ragazzi giovanissimi, tanti minorenni, con le bandiere e gli striscioni in mano. Pensavo che anch’io, sette anni prima, ero lì come loro, sorridevo con gli occhi e mi ricordavano tanto quella giovane ragazzina che ero io. Le sensazioni di quella giornata sono uniche, sono necessarie giornate così. Ti rendi conto che non sei solo, che non c’è cosa più bella di vedere dei giovani ragazzi gioire e saltare! Ti rendi conto che sei lì per un motivo valido, sei lì per la giornata della memoria e del ricordo delle vittime innocenti di mafia. Sei lì perché ci credi, ci metti la faccia e urli all’Italia intera che quegli innocenti non sono stati uccisi invano. Ricordi persone innocenti che potevano essere un tuo amico, il tuo vicino di casa o tuo padre. Persone normali, comuni, che sono state strappate alle loro famiglie. Non si può fare altro che abbracciare questo impegno e crederci ogni giorno di più!

Presidio Libera Giovanni Spampinato

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