“Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.” (Mt 5,7)

È una frase estratta dal vangelo simbolo della XXXI° Giornata Mondiale della Gioventù che si è svolta a Cracovia, in Polonia, dal 26 al 31 luglio 2016. Si è trattata della seconda GMG sul suolo polacco, dopo quella del 1991 a Częstochowa, presieduta dall’amatissimo Papa Giovanni Paolo II. Tantissimi giovani provenienti da ogni angolo del pianeta e stimati in circa 1.600.000 unità, in occasione della veglia finale al Campus Misericordia è presieduta da Papa Francesco, hanno trascorso questi giorni nella splendida cornice della città polacca all’insegna della gioia, della fede, della misericordia. Particolarmente numerosa poi la presenza di pellegrini provenienti dal nostro paese, circa 90.000, che hanno fatto dell’Italia la nazione maggiormente rappresentata. Un gran numero di ragazzi è partito anche dalla Diocesi di Fiesole, in particolare dalle parrocchie del Valdarno: per alcuni il viaggio è durato due settimane, occasione per stringere dei gemellaggi con le famiglie ospitanti nelle città di Gostynin, Plock e Jaroszowka, mentre un secondo gruppo si è accodato per gli ultimi sette giorni, ma non per questo meno intensi ed emozionanti. L’esperienza della GMG rimane un momento particolarmente forte, sia emotivamente che fisicamente, che permette di scoprire tantissimi aspetti di popoli e persone apparentemente lontani, ma con i quali condividiamo la fede in Cristo. Si tratta però allo stesso tempo di una preziosa occasione per conoscere e riscoprire se stessi. Nei quindici giorni che ho trascorso lontano da casa, grazie ai tantissimi momenti di riflessione ed introspezione, ma anche e soprattutto alla vicinanza di persone straordinarie (non a caso una delle opere di Misericordia è “consolare gli afflitti”), ho scoperto tanti lati di me stesso che non sapevo di avere. Non stavo vivendo al meglio la mia vita ed avevo spesso a che fare con paure e rimpianti, che impedivano di far emergere tutti i miei lati migliori. Poi qualcosa è scattato. È una sensazione tanto forte quanto strana, che può provare a spiegare solo chi l’ha provata sulla propria pelle e non nego di essermi di nuovo commosso mentre scrivevo queste righe. Vorrei lasciare questo consiglio o se preferite un suggerimento per tutti i ragazzi che non riescono a trovare la propria strada e sono schiavi delle proprie paure: vivere una grande esperienza come la GMG per riuscire a liberarsi da tutte le catene interiori che ci trasciniamo dietro. Perché “i limiti, così come le paure, spesso sono soltanto illusioni”.

Cosimo Rossi

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