I SEMINALIBRI E L’IMPORTANZA DEL RACCONTO

12305463_10208266218683268_1091214643_nI bambini d’oggi sono cambiati, sempre più svegli e precoci. Ma nonostante ciò questi bambini nati nell’era dell’informatica continuano a provare meraviglia e rimangono incantati quando raccontiamo loro una storia. Streghe, fate, draghi e lupi cattivi continuano ad avere per loro un fascino senza tempo che non smette di ammaliarli. Una ricerca inglese ha purtroppo rilevato che il tempo dedicato al racconto delle fiabe si è ridotto considerevolmente negli ultimi negli ultimi vent’anni. Gli stessi hanno anche messo in relazione l’abitudine ormai quasi abbandonata di leggere storie con l’aumento di comportamenti come il bullismo e le baby gang. Questo perché le favole insegnano ai piccoli a distinguere i comportamenti giusti (bene) e i comportamenti sbagliati (male) e viene dunque meno quell’occasione di confidenza in cui il bambino può, attraverso il racconto, riflettere, far domande e capire il significato delle emozioni. Con la fiaba egli allontana le paure e supera i momenti di crisi, leggergli una storia lo aiuta a risolvere le sue difficoltà e a sciogliere i suoi nodi emotivi. Immedesimandosi nei personaggi, che hanno sempre un significato simbolico che egli coglie intuitivamente, ritrova una parte di sé e durante l’ascolto i messaggi delle fiaba producono rassicurazione, consapevolezza e fiducia. Ed è proprio in quest’ottica di promozione della lettura come valore umano e terapeutico che è venuto a crearsi presso il centro culturale Ginestra Fabbrica della Conoscenza di Montevarchi un gruppo aperto di lettori volontari dandosi il significativo nome di Seminalibri. Questi lettori ad alta voce hanno come scopo la promozione del piacere della lettura e dell’ascolto. Utilizzando la tecnica della “Lettura Interpretativa” danno vita al testo e alle parole, al loro suono e significato. Le attività dei Seminalibri inoltre non si rivolgono solo ai più piccoli, ma anche agli adulti, perché ascoltare una ci riporta a contatto con i temi eterni della vita e ci insegna a ritrovare quella parte di noi è fatta, come diceva Shakespeare, della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.
Lorenzo Lori.

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