ITALIA: PIZZA SPAGHETTI MAFIA

La Coldiretti ha recentemente lanciato un appello all’Unione Europea chiedendo di fermare il commercio dei prodotti cosiddetti “mafia sounding”. Si tratta di quei prodotti che sfruttano l’immaginario collettivo e stereotipato del mafioso e della criminalità organizzata ai fini di marketing, come fosse garanzia di italianità e qualità. Si legge nell’articolo della Coldiretti del caffè “Mafiozzo”, degli snack “Chilli Mafia”, delle spezie “Palermo Mafia shooting”, della “SauceMaffia” e della “SauceMaffioso”. Tutto questo è fortemente dannoso, perché ancora una volta si va a rafforzare l’immagine estremamente falsa e deviante che si ha, ancor più all’estero, della mafia. L’ulteriore rischio che si incorre continuando con la diffusione di questi prodotti è quello di banalizzare il problema fino al renderlo una cosa normale. Questo è solo un altro dei tasselli di un piano più ampio che mira a creare un’idea confusa di cosa sia veramente la criminalità organizzata. Negli ultimi anni si è infatti diffusa la tendenza ad identificare qualsiasi azione criminale ed illegale come mafia, quando invece questo fenomeno ha dei caratteri ben precisi. Dicendo che tutto è mafia si continua a perpetuare l’errore commesso in passato quando si preferiva ignorarla e negarla. Tutto questo è fortemente strumentalizzato e voluto dai mafiosi stessi, poiché questa immagine nebulosa del fenomeno crea il terreno fertile affinché la criminalità organizzata possa agire indisturbata. Inoltre rendere una cosa schifosa, come la mafia, un marchio per vendere, è estremamente offensivo e lesivo per le vittime innocenti di mafia, per i loro familiari e per tutti coloro che ogni giorno lavorano e mettono a repentaglio la propria vita per combatterla e debellarla. Dobbiamo lavorare affinché l’immagine dell’Italia che fa vendere all’estero sia quella di coloro che hanno combattuto questo fenomeno, non coloro che hanno ucciso centinaia di persone per puro interesse personale. Non possiamo permetterci di fare antimafia solo in occasione delle ricorrenze e degli anniversari, il lavoro deve essere costante e capillare, anche chiedendo di vietare che vengano usati nomi così lesivi per l’immagine e le persone del nostro paese. Negli ultimi anni si sta chiedendo sempre più che il cibo sia un veicolo di valori, si pone sempre più attenzione ai metodi di produzione, al biologico, all’equo e solidale. Un buon cibo è tale solo se anche eticamente corretto.

Presidio Libera Valdarno

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