LA LETTURA DEL GIORNALE È LA PREGHIERA DEL MATTINO DELL’UOMO MODERNO (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)

___ Siena_ eventi mostre e convegni _ ___ Il giornale  quotidianoSecondo gli ultimi dati Istat, oltre il 50% degli italiani nel 2015 non ha mai sfogliato un quotidiano nell’arco di una settimana. Molti giornali sono entrati in crisi a metà dello scorso decennio, quando i ricavi pubblicitari sono precipitati, lasciando un buco nei bilanci che la pubblicità online non è stata più in grado di riempire. Molte attribuiscono la causa all’arrivo delle reti e degli apparecchi digitali, ma la lenta caduta dei quotidiani sembra fosse prevista ormai da tempo. Si calcola che i lettori di quotidiani in un giorno medio equivale, grosso modo, a una stima di 6 lettori per quotidiano. Sei persone che nel concreto darebbero una letta, o un’occhiata, ai titoli delle prime pagine e alle prime righe dei pezzi principali di un quotidiano. C’è da dire però che nella top ten dei quotidiani più letti c’è La Gazzetta Dello Sport con una stima di 3,6 milioni di lettori.
A pagare la crisi del settore ci sono naturalmente anche le edicole, di cui secondo i dati diffusi da Fenagi, l’associazione di categoria degli esercizi dell’informazione, negli ultimi dieci anni in Italia ne è sparita una su quattro: diecimila punti vendita hanno abbassato la saracinesca senza essere sostituiti. Ma quanto c’entra veramente internet con la crisi dei giornali? C’entra, ma forse fino a un certo punto. Secondo quanto emerge dall’indagine Istat “Cittadini e nuove tecnologie”, internet rimane principalmente luogo di aggregazione e di social network e la ricerca di informazioni riguarda soprattutto questioni di tipo tecnico e pratico. L’italiano, insomma, continua a informarsi soprattutto attraverso la televisione e la percentuale di italiani che si connette a internet per leggere e scaricare giornali, news e riviste, è sempre estremamente bassa. A questo punto, quali sono le effettive ragioni che possono avere determinato questa evidente riduzione del numero di lettori? Ad essere messe in discussione sono sicuramente la credibilità e l’attrattiva dei giornali, costantemente diminuite a causa di una crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. Si continua inoltre a citare la scarsa inclinazione dei giovani alla carta stampata e si dà per scontato che questo sia un fenomeno del tutto nuovo, alimentato soprattutto dalla rete. Eppure la situazione non è più di tanto diversa da quanto avveniva negli anni Novanta, quando ancora i giornali non accusavano una diminuzione di lettori. Come testimoniato infatti da un articolo del 1998, rinvenuto dall’archivio storico del Corriere della Sera, dove si ammette che nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni solo il 18% dei giovani leggeva un quotidiano più volte alla settimana. Si parla del 1998, quando ancora internet non era ciò che è diventato oggi.

Michela Uliano

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