L’AQUILA TORNA A VOLARE
(E A PEDALARE)

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La città di Montevarchi si è da sempre caratterizzata e fatta conoscere per una lunga ed intensa tradizione sportiva. Su tutti il calcio che, come in quasi tutta l’Italia, costituisce la passione più grande.
Eppure proprio l’Aquila 1902 rappresenta il principio temporale per un altro grande sport amato dai valdarnesi: il ciclismo.
Il Club Sportivo Aquila nacque infatti come società ciclistica, pur non disdegnando altre discipline come la ginnastica e l’atletica. I colori sociali erano il bianco e il blu, con l’aggiunta dello stemma comunale e di un’aquila ad ali spiegate.
Il fenomeno che spiega una così robusta diffusione delle due ruote va sì ricercato in ambito sportivo, ma anche e soprattutto in quello sociale, perché contiene un’affascinante ritratto dell’Italia di allora: per assistere ad una partita di calcio bisognava infatti muoversi verso il locale campo sportivo e soprattutto pagare il biglietto, costo che non tutto riuscivano a permettersi.

CS Aquila 1902 – 1952 – Facebook: “Il Passionista”
Amerigo Sarri – Medium

Il ciclismo invece era uno sport di strada che si svolgeva praticamente dappertutto e soprattutto gratuito, caratteristiche queste che è riuscito a mantenere fino ai giorni nostri. Questo è dimostrato dell’enorme mobilitazione che scaturisce periodicamente nel territorio comunale al passaggio del Giro d’Italia e nei giorni che vedono la disputa della Coppa Fiera di Mercatale, gara storica nel panorama amatoriale italiano.
A ulteriore riprova di questa diverso grado di popolarità, basti pensare che il vecchio stadio Brilli Peri (una volta ubicato nell’attuale Piazza della Repubblica) comprendeva un anello esterno di terra battuta destinato alle corse, così come il suo predecessore, il cosiddetto “Tondo”, in quella che è adesso Piazza Cesare Battisti.

Su queste solide fondamenta popolari, sia da “correnti separatiste” dell’Aquila che per iniziativa autonome, sorgono successivamente tanti piccoli club e gruppi sportivi ciclistici: dagli anni ‘10 fino ai giorni nostri nasceranno infatti La Veloce, Fracor e Aurora Levane, Cimatti, Girardengo, Lumas, Olimpia Valdarnese (squadra con più di 300 vittorie in tutte le categorie e naturale erede dell’Aquila), Red & Blue, Rossi e Gaudenzi.
Parallelamente alle squadre vere e proprie si sono sviluppate anche tante realtà, sia artigianali che commerciali, rivolte alla costruzione di biciclette: la Cicli Aquila nacque proprio in seno alla casa madre, imitata poi dalla Ceccherini, dalla Berna, dall’Etruria solo per citarne alcune.

Divisa storica – Facebook: “Il Passionista”

E’ un passato ricco e glorioso dunque, quello del C.S. Aquila, che annovera nella sua storia tanti personaggi mitici, tra cui Amerigo Sarri (padre di Maurizio, il famoso allenatore), Valeriano Falsini (gregario tra le altre di un signore chiamato Fausto Coppi), Bruno Tognaccini fino a Vittorio Firli, memoria storica montevarchina e “custode” (nel vero senso della parola) dei titoli e dei trofei societari.
Il presente, e perché no il futuro, di questo importante marchio però è altrettanto luminoso, visto che da qualche tempo le divise con le caratteristiche strisce verticali (all’epoca della creazione letteralmente “avanguardistiche”, visto che la quasi totalità delle squadre predilige le righe orizzontali) sono tornate a circolare tra le strade della città e non solo, per merito di un nutrito gruppo di sportivi amanti della bicicletta ed affiliati alla pagina Facebook “Il Passionista”, che regolarmente partecipano alle tante ciclostoriche, molto diffuse in tutta la Toscana e che ogni anno richiamano sempre più gruppi ed appassionati.

Facebook: “Il Passionista”

Proprio grazie alla più importante tra queste, l’Eroica, la riscoperta della storia montevarchina su due ruote ha potuto conoscere uno slancio decisivo: la divisa originale, nonostante il tempo, è infatti molto conosciuta e stimata, anche da sportivi provenienti da altre regioni e dall’estero. Tutto questo senza competizione né velocità, ma con un passo tranquillo, adatto a tutti, rivolto sia a biciclette da strada che mountain-bike, con la possibilità di godersi la strada ed un paesaggio unico, quello del
Valdarno unito alle colline del Chianti, che come pochissimi posti al mondo esalta ed impreziosisce il prendere una bicicletta e perdersi nelle sue strade.

Cosimo Rossi

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