QUANDO L’UOMO HA PERSO TUTTA LA SUA UMANITÀ

“Il mucchio di cadaveri, di fronte alla nostra finestra, rovinava ormai fuori dalla fossa Nonostante le patate, la debolezza di tutti era estrema: nel campo nessun ammalato guariva; quelli che non erano stati in grado di muoversi, o non avevano avuto l’energia di farlo, giacevano torpidi nelle cuccette, rigidi dal freddo, e nessuno si accorgeva di quando morivano […]
È uomo chi uccide, è uomo chi fa o subisce ingiustizia; non è uomo chi, perso ogni ritegno, divide il letto con un cadavere.”
[Primo Levi, Se questo è un uomo].
Ogni anno il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria, giornata commemorativa delle vittime dell’Olocausto. È stato così deciso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005 per ricordare lo sterminio di ebrei, omosessuali e disabili, massacrati nei campi di sterminio durante la seconda guerra mondiale per ordine del regime nazista. È necessario ricordare per chi è sopravvissuto, per chi non ce l’ha fatta e per educare, affinché niente di simile possa succedere nuovamente. Ricordare quanto è successo e che la cattiveria dell’uomo non ha limiti. Ma per tutti questi motivi è giusto non dimenticare anche gli altri genocidi del passato che sono stati relegati in un angolo della nostra memoria. Ricordare che tutta la storia del genere umano è costellata di massacri, pulizie etniche e persecuzioni che per numero di vittime o motivazioni ignobili vengono viste come seconde all’Olocausto ebraico. Solo la Shoah viene riconosciuta e trova ampio spazio nei libri, nella cinematografie e viene ogni anno costantemente celebrata. Cerchiamo di ricordare tutte le stragi, non soltanto quelle che ci vengono proposte internazionalmente. Scavando nella storia dovremmo fare memoria anche di altro: il genocidio degli armeni del 1915 da parte del governo turco, che ancora non è stato riconosciuto dal medesimo; i tre milioni di civili massacrati sul finire del secondo conflitto mondiale da parte dell’Armata Russa in Prussia, in Slesia e Pomerania: le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo: e ancora i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filo-americani in Argentina e Cile. Questa lista potrebbe continuare. La storia ci insegna che l’uomo si è dimostrato sempre tutto tranne che umano, non c’è mai stata fine all’orrore. Ricordare che questo non solo è stato, ma continua ad essere anche oggi. Ricordare per vivere davvero. Ricordare per ritornare ad essere davvero umani.

Serena Ferraiuolo

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