U.S. LEVANELLA ‘78:
QUARANT’ANNI DI TRADIZIONE E PASSIONE

Da sempre Il Levanella ‘78, nella sua lunga ed appassionante storia, non è mai stata soltanto una squadra di calcio, ma un gruppo di amici che insieme condividono tempo libero, interessi e tra le altre inseguono un pallone nei polverosi campi di provincia.
Come suggerisce il nome, la società vede la luce nel 1978, anche se si ha notizia della presenza di un gruppo di appassionati già prima di questo anno. Il problema principale infatti non era tanto il raggiungimento di un numero accettabile di giocatori, quanto la presenza e la ricerca di un campo di gioco. Questo venne infine trovato nella zona di campagna poco prima della salita per Caposelvi e più precisamente in località Casa Baldo. Fu ripianato un vecchio campo destinato ai cavalli, pagato un affitto e con il contributo di tutti vennero creati gli spogliatoi e tutte le infrastrutture necessarie. I colori societari rosso-nero ed un primo riferimento nel circolo ARCI della frazione permisero infine di gettare definitivamente le basi di questa splendida realtà, la cui paternità si deve ad un folto gruppo di appassionati: Nompari, Narilli, Tamburini, Arnetoli, Caneschi, Cellai, Amerighi, Vanneschi e Martinelli.
In questi primi anni emergono subito due tratti distintivi che rimarranno praticamente invariati nel tempo: l’attenzione ed il rinnovamento continuo per il materiale sportivo, grazie sia a disponibilità personali che a sponsor (all’epoca era un particolare precluso anche a molte società dilettantistiche) e la presenza pressoché totale di ragazzi di Levanella all’interno dell’organico, i quali una volta esaurita la trafila nei settori giovanili della zona, volendo comunque continuare a giocare, sapevano di trovare nel Levanella ‘78 un ambiente familiare ed accogliente. Successivamente, tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei 2000, il timone della società passa a Stefano Brocci, adesso responsabile all’interno dell’Aquila Montevarchi, che rinnova e potenzia in modo importante la vita “esterna” della squadra, con i giocatori che sempre più spesso si ritrovano non solo per le partite e gli allenamenti, ma anche in occasione di cene societarie, partite a carte ed uscite serali: anche questo aspetto diventerà fondamentale per il futuro del Levanella ‘78 che in totale disputerà dieci campionati di Eccellenza ARCI, torneo allora diviso in tre livelli di competizione, oltre che molto prestigioso a livello tecnico.
Dagli anni 2000, poi, con Mario Felloni (già fondatore dell’altra squadra della frazione, l’MCL Levanella ‘86), Fabrizio Malatesta, Leonardo Pianigiani e Luigi Finocchi arriva la fase più recente della storia rosso-nera, o per meglio dire rosso-blu visto che risale proprio a questo periodo il cambiamento dei colori societari in omaggio all’Aquila Montevarchi, la squadra cittadina tifata ovviamente da tutti i dirigenti e i giocatori che già da qualche anno regalava e concedeva le vecchie
divise al Levanella ‘78. In questi anni avviene la soppressione del campionato ARCI, con la squadra che si iscrive al torneo UISP prima e al campionato ANSPI dopo.Merita una menzione particolare il dualismo, inteso comunque in modo positivo, tra il ‘78 e l’86: le due società sono nate e cresciute in contesti profondamenti diversi, soprattutto sotto l’aspetto politico (il ‘78 di matrice sinistroide, l’86 sotto ispirazione cristiana). Ma disputando quasi sempre due campionati diversi, fatta eccezione per i recentissimi tornei ANSPI, hanno avuto il merito di “spalleggiarsi” a vicenda nello sviluppo della vita sociale ed extralavoro di Levanella.
Nei suoi tantissimi anni di militanza, oltre al primissimo campo di Caposelvi, il Levanella ‘78 ha calcato lo stadio di Mercatale e il campo del Pestello Verde (condiviso con tante altre squadre amatoriali montevarchine).
Solo ultimamente alcuni match si sono disputati anche presso l’Antistadio di Montevarchi.
La tradizione e l’”aura” se così si può chiamare del Levanella ‘78 va come detto ben oltre il rettangolo di gioco. È stata infatti una delle primissime squadre ad accogliere al suo interno i primi profughi albanesi arrivati in Italia nei primi anni ‘90 e in occasione della cena di festeggiamento per i 40 anni della società, avvenuta nel cuore calcistico di Montevarchi, lo stadio “Brilli Peri”, ben tre generazioni di sportivi si sono ritrovate in un clima di gioia, frugalità ma anche commozione e riconoscenza, rivolte alle tante persone, alcune delle quali scomparse, che hanno permesso al Levanella ‘78 di entrare nella storia sportiva di Montevarchi.

Cosimo Rossi

Precedente VILLA CASTIGLIONCELLI:
TRA STORIA, CURIOSITA’ E LEGGENDE
Successivo “IL PICCOLO GIGLIO”: 
UNA NUOVA STRUTTURA POLIFUNZIONALE PER LA CITTÀ