VIVA LA TOSCANA! Festa della Toscana 2015

imageIl 29 novembre, la domenica più vicina alla festa della Toscana, si è svolta a Montevarchi la IV Parata dei Gruppi Storici della Provincia di Arezzo. Le vie e la piazza del centro storico sono state gioiosamente invase dai volontari provenienti da tutto il territorio aretino. Dopo l’arrivo, in mattinata, i vari gruppi sono partiti alla scoperta dei monumenti di Montevarchi. Nel pomeriggio, l’evento tanto atteso: un lungo corteggio di figuranti, delle varie epoche storiche (dal ‘200 fino al XVII secolo), si è snodato tra le strade cittadine per poi ritrovarsi in piazza, dove è avvenuta la consegna delle targhe-ricordo ed i ringraziamenti del Comune: dame, cavalieri, semplici popolani e nobili di ogni periodo si sono trovati insieme, rievocati dai personaggi in costume che hanno dato loro nuova vita, facendo rivivere usi e costumi provenienti da tempi remoti ed immaginati. La domanda nasce spontanea: cosa c’entra tutto questo con la Festa della Toscana? In questo contesto, di ricorrenza, la rievocazione ha senso se si pensa da dove viene quell’ambiente toscano che produsse questo risultato: riscoprire le radici storiche, culturali e spirituali e salvaguardare l’identità di un percorso che porterà nel 1786 il Granduca Pietro Leopoldo ad abolire la pena di morte, considerata da Cesare Beccaria «..né utile né necessaria..» (Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene). La Toscana del ‘700 non nasce dal nulla, ma da un percorso che, partendo dalla crisi del mondo romano nel III secolo, continua ne ”L’Italia dei Comuni” ed arriva alla formazione di questo importante stato regionale. L’atto rievocativo si fa carico quindi di un importante compito: «Stimolare la curiosità, sviluppare la conoscenza della propria storia nei vari suoi aspetti, cercare notizie storiche ed informazioni, dividere e divulgare esperienze e conoscenze, perfezionare tecniche, studiare, ascoltare e comunicare questi sono gli elementi di massima importanza che la festa, la rievocazione storica, ci può offrire» (Rob. H. Budde, Protetto dal Passato in Centro Studi Nuovo Medioevo Repubblica di San Marino). Quindi possiamo riassumere dicendo che ricordarsi la storia è la base della memoria del futuro!
Gabriele Fataiimage (1)

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